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Dolci Lacrime


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“Questo!!!” dissero in coro la mamma e la zia. “Ma siete sicure? Mi sembra un po’… ”
La zia già piangeva a singhiozzoni e la mamma aveva dei lucciconi da cartone animato. Poi, dopo essersi calmate e soffiate il naso in contemporanea e aver riposto il fazzoletto tra i seni, sentenziarono all’unisono: “Una principessa!”.
Il vestito da sposa in effetti era molto bello, ma forse aveva un’aria un po’ troppo importante: strascico di sette metri, cerchio in metallo due metri di diametro, corpetto lavorato simil bassorilievo romano a rose centifoglie, velo cinque metri.
Manuela si guardò di nuovo allo specchio e in effetti si piacque… Oddio, magari visto che erano due settimane che girava per trovare il suo vestito da sposa, aveva la faccia un po’ sbattuta e quello che vedeva nello specchio le ricordava un film, “La sposa cadavere”, però con trucco, acconciatura ecc…
Lo sguardo andò su zia e mamma che la guardavano come i pastorelli di Lourdes, appoggiate spalla contro spalla, in estasi mistica… Però non facevano testo, perché praticamente a ogni vestito provato la scena era sempre la stessa, lacrime, sospironi, ricordi e la solita frase “Questo!!!... Una principessa!”
In un attimo le passarono per la mente migliaia di pensieri, lo sguardo innamorato di Luca, suo futuro marito, che la vedeva entrare in chiesa con quel vestito, la bocca aperta dallo stupore, il respiro grosso e il pomo d’adamo che si muoveva a ricacciare in gola le lacrime dell’emozione, i volti sorridenti della sua famiglia, i fratelli, gli zii, gli amici, la “sua gente” emozionata e commossa mentre lei avanzava al centro della chiesa con suo padre sotto braccio (già consapevole del fatto che lo avrebbe dovuto sostenere per evitare che svenisse a metà navata), pensò a sua madre e a sua zia, da sempre presenti nella sua vita, pensò a se stessa a dodici anni, in cucina, seduta al tavolo mentre le sentiva parlare della loro vita di tutti i giorni, dei piccoli e grandi problemi chiedendosi quando sarebbe stata “grande” come loro, adulta, sposata, con figli da accudire, crescere, a cui insegnare la vita come loro facevano giorno dopo giorno, forse anche inconsapevolmente, con lei.
Si girò sorridendo, in quel vestito importante, forse un po’ troppo caro, un po’ troppo “ricco” per i suoi gusti, e carezzando il viso di quelle due donne fondamentali nella sua vita, chiese: “Mi vorrete sempre bene?”

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