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Gli ultimi saranno i primi


testi comici matrimonio - Matrimonio ArteState per leggere uno spot pubblicitario a favore degli autonoleggi?
Quelli che vendono il servizio tutto compreso, auto d'epoca con autista “altamente” professionale? Nossignori, questa è una storia vera, oggi ci fa ridere ma quel giorno…
Quel giorno la sposa, cioè mia cognata, rispettò la tradizione di arrivare in chiesa dopo lo sposo, e lo fece anche nei tempi giusti. Circa un quarto d'ora dopo di noi, parenti e amici di lei cominciavano a riempire allegramente i banchi della chiesa, ammiccanti all'imminente ingresso di mia cognata nel suo giorno più bello. Quindi la sposa c'era. Da qualche parte, la sposa c'era! Anche se al momento dal portone principale entrava solo un fitto, irrespirabile acre fumo e la sposa che scendeva dall’auto ce la lasciava solo immaginare. Certo se è vero che gli “ultimi saranno i primi” allora per la mia futura cognata ciò era verissimo: ma per ricordarci la verità del motto cristiano il paradiso aveva addirittura scomodato una delle sue nuvolette?! Purtroppo il “lacrimogeno” non odorava di incenso, né di altre celestiali fragranze. Faceva anzi bruciare gli occhi di tutti gli invitati, i miei compresi e, sebbene affezionato a mio fratello, confesso che quel giorno la mia grande emozione non prese comunque la strada delle lacrime. Nuvola infernale più che paradisiaca. E se le mie furono lacrime, erano più simili a quelle prodotte da una aggressione chimica che dal dolore della separazione. Pian piano l'odore si fece sempre più distinto. Le opinioni che si formarono tra zii e cugini presenti ben presto si ridussero a una sola non certo rinfrancante conclusione: “...davanti alla chiesa sta bruciando della gomma”.
Improvvisamente la nuvola venne penetrata da una sposa in corsa verso l’altare: la futura moglie di mio fratello. La cerimonia si svolse quasi regolarmente. Soprattutto quelli come me maggiormente legati al sacro vincolo familiare con lo sposo non poterono togliersi la curiosità di uscire e verificare l'origine di quel fumo. Magari avrei capito qualcosa in più circa l’arrivo, diciamo disordinato, di mia cognata e sul perché la malcapitata passò poi buona parte della celebrazione a guardarsi la coda del vestito con l'aria come stupita perché fosse ancora lì attaccata: integra!, seppur non certo profumata.
All'uscita nostro cugino, autista della sposa, continuava a girare intorno alla bellissima auto d'epoca che per quel giorno aveva preso in prestito dal suocero per accompagnare la sposa, formando intorno a sé sempre nuovi capannelli di invitati ai quali ripeteva sempre la stessa storia. E la storia era quella di un giovane appena diciottenne entusiasticamente prestatosi a fare da autista alla sposa con cotanto di bella macchina e che a metà della ripidissima salita che conduceva alla chiesa si era fermato per creare ancora qualche minuto di suspense ai parenti in attesa. Memore del motto: “La sposa deve far aspettare tutti un po'”. Risultato? Il freno a mano dimenticato TIRATO al momento della “ripartenza” in salita, più le ovvie “fumose” conseguenze per frizione, impianto frenante e…mia cognata.
Mia cognata, a distanza di qualche anno ormai, sostiene che il suo abito da sposa sia ancora impregnato di quell'odore misto di olio e pneumatico bruciati e che solo per miracolo quel giorno non prese fuoco. Come finì tra mio cugino, la frizione... e il suocero!, pochi ebbero coraggio di domandarlo. Mio fratello, a tuttoggi non ha ancora osato chiedere. Ovviamente a scanso di eventuali risarcimenti!

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