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Le chiavi


testi comici matrimonio - Matrimonio ArteComincia ad albeggiare, nella penombra del primo
mattino si intravede il cancello della bella villa dimenticato completamente aperto. I due uomini procedono in silenzio. Di solito, i proprietari che danno in affitto le loro ville per i matrimoni preferiscono lasciare agli addetti del catering-banqueting le chiavi del loro cancello, così possono riposare più a lungo mentre i lavori di preparazione per l’evento cominciano a fervere di buon mattino nelle loro residenze. Ma visto che il nostro Marcello stamattina trova già aperto il cancello, delle chiavi della villa, poggiate sul cruscotto e consegnategli dal suo direttore la sera prima, ne fa volentieri a meno.
Appena imboccato il vialetto d’ingresso una bottiglia va in pezzi sotto le ruote del camion zeppo di ombrelloni, dischi di legno e relativi supporti da trasformare in tavoli.
“Cominciamo bene, Peppinie’ ”.
“Che succede, signor Marcello?”
“E lo vedi che parli troppo!” risponde seccato Marcello al suo giovane aiutante, che se ne sta ancora mezzo addormentato sul sedile e che in verità, fino a quel momento, non ha ancora aperto bocca.
Marcello, il capo della spedizione, scende per controllare e: “Meno male che la gomma del camion non si è trinciata… hai sentito che botto ha fatto la bottiglia? Whisky di puro malto, invecchiato… 20 anni! Ed era ancora mezza piena! Proprio roba da ricchi”.
“Passa Peppinie’ , tira Peppinie’ , zitto Peppinie’...” e cosi via, come al solito del resto, ma questa volta su di un prato più in discesa del solito.
Questa pendenza, insolita per il parco di una villa che viene data in affitto per matrimoni all’aperto, è per Marcello, invece che un buon motivo per riflettere sulla stranezza della cosa, solo l’ennesima sfida offerta dal suo lavoro. Una sfida lanciata dalle leggi della fisica contro l’equilibrio dei suoi amatissimi ombrelloni che, facendolo sudare benché il sole di giugno non sia ancora praticamente spuntato, tuttavia -…metti una zeppa qui Peppinie'… metti una zeppa là Peppinie’…- riesce ad aprire maestosi e piuttosto stabili nel parco.
Ogni volta è per lui una soddisfazione, quasi una pienezza dell’animo che vorrebbe trasmettere anche al suo discepolo. Il ragazzo però non sembra apprezzare lo spettacolo, ed esausto approfitta di un attimo di pausa per addormentarsi sulla soglia del portoncino d’ingresso della villa.
Neanche un minuto dopo, un anziano signore ne esce accendendosi una pipa. Si guarda intorno e: “Vede, giovanotto, a me vietano persino di fumare in casa e intanto mio figlio e mia nuora, (la iena!) fanno quello che vogliono. E i soldi sa di chi sono? Del sottoscritto... Mi scusi, ma lei”, guardando gli ombrelloni, “crede che oggi ci sarà da ripararsi così tanto dal sole?”
Peppiniello risponde solo con un accenno di sorriso, così come, lavorandoci insieme, sta giorno per giorno imparando a fare dal taciturno Marcello.
“Guardate un po' signori” prosegue il fumatore di pipa, “pure ieri sera mio figlio ha dimenticato il cancello aperto, e infatti non vi ho sentiti suonare il citofono… Ma non vi preoccupate, tanto sono abituato alle loro stramberie”, conclude l'uomo mentre si avvia verso l'uscita con al piede destro un mocassino nero e all'altro uno stivaletto marrone.
“Poverino, avrà l'alzheimer… Certo però, è raro trovare un cancello aperto” riflette Marcello e, visto che il vecchio uscendo non l'ha fatto, suggerisce al suo aiutante: “Peppinie’, adesso che ci penso, vai a chiudere il cancello, dovesse entrare qualche ladro… Così poi se la prendono con noi, qua mi sembrano veramente un poco strani!”
Il giovane prende le chiavi.
“Cavolo, ma questa serratura non ne vuol proprio sapere di girare. E adesso il signor Marcello chi lo sente! Dirà che non sono nemmeno capace di chiudere un cancello! Già l'altra volta ha minacciato di raccontare al direttore di quei due ombrelloni da lui mal fissati e rovinosamente atterrati sulla aiuola di una villa”.
“Allora?, ma quanto ti ci è voluto? Dai sù, che dobbiamo ancora aprire i tavoli, hai visto? Il parco è tutto in discesa, speriamo ci bastino le zeppe che abbiamo portato. Eppure il capo ha detto che in questa villa con cui oggi iniziamo a lavorare per la prima volta era tutto ok. Mi ha detto - vai Marcello, vai e monta che poi arrivo io con i cuochi e i camerieri, vedrai sarà una passeggiata -. All'anima della passeggiata. Dammi le chiavi Peppiniè, dovessi perdertele”.
Chiavi che non hanno richiuso però alcun cancello. Peppino ha solo avvicinato il più possibile tra loro i battenti e ha taciuto al suo capo del tentativo fallito.
Intanto squilla il cellulare di Marcello. “Certo direttore, tutto ok... L’unico problema è il prato un po' in disc... Come ha detto scusi?...La signora è una rompiscatole?… Ma comunque è il marito quello con cui lei ha preso accordi, giusto?…Ah bene, di lui ci si può fidare… D’accordo direttore, tranquillo, si ricordi che qui c’e Marcellotuttosottocontrollo”.
“Il vecchio con la pipa sarà pure matto, però sulla nuora aveva proprio ragione, lo sa pure il direttore che è una iena…” pensa Marcello mentre invita Peppiniello a riprendere a lavorare. Certo i proprietari delle ville sono a volte ricchi e stravaganti però che la signora, la iena, la rompiscatole, uscisse nel giardino in perizoma, non era certo previsto! Marcello la nota ma, professionale come al solito, continua a lavorare a testa bassa.
“Ma che ci fate qui con tutti questi ombrelloni?” “Signora, noi abbiamo trattato con suo marito, non saprei proprio che dire, io monto solo tavoli e ombrelloni”.
Nulla aggiunge sul fatto che intorno all’ora di pranzo il parco si animerà con 200 invitati per un matrimonio e del resto come ha detto il direttore questa signora è una rompiscatole, quindi... Silenzio!
“Ecco perché ieri sera mio marito mi ha detto che oggi si sarebbe fatto perdonare delle sue marachelle! Vedete, ogni tanto mi torna a casa ubriaco! Scusate, vado in camera a ringraziarlo per questa festa che mi ha organizzato a sorpresa. Che tesoro però.”
“Signor Marcello ma che questi si fanno perdonare le sbronze organizzando matrimoni?” “Peppinie’ che dici, mi sa tanto che abbiamo sbagliato villa! Però tu il cancello, prima, l’hai chiuso con le chiavi che ti ho dato, giusto?”.
“Veramente, signor Marcello la chiave non ha girato bene”
“Ha girato o non ha girato Peppinie’?”
“Non girò!”
“Presto Peppinie’, stamattina col buio abbiamo sbagliato villa! Dobbiamo correre altrimenti oggi salta pure il matrimonio, quello vero!” Viene battuto il guinness dei primati di smontaggio ombrelloni.
Mentre Peppino spinge ancora l'ultimo dentro il furgoncino, già in moto verso l'uscita con alla guida Marcello, dal portoncino dell’abitazione escono di corsa i proprietari. Hanno perso tempo prima di decidere se uscire per capire chi siano quei signori in giardino o chiamare addirittura la polizia, e ormai è troppo tardi per raggiungere e chiedere spiegazioni ai due operai ormai fuggiti dalla villa: fuga di lavoro, s’intende!
L'ultimo sguardo di Peppiniello va alla signora. Il perizoma è scomparso...ma non si è volatilizzato, è purtroppo finito sotto un’ampia vestaglia.

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