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La notte prima


la notte prima testi comici matrimonio - Matrimonio Arte
Paolo e Marcella si sposano domenica. Eppure giovedì sera, il giorno consigliato
per il ritiro delle bomboniere dal negozio a cui si sono rivolti, hanno altri impegni. Idem per venerdì. Paolo, quindi, ci va intorno alle cinque del pomeriggio di sabato. Marcella quasi all'orario di chiusura, sempre sabato. A proposito, Paolo e Marcella si sposano domenica, ma non tra loro.
Paolo ora è a casa, le scatole gli sembrano troppo grandi per contenere quegli animaletti di cristallo che ha scelto insieme alla sua Cristina. Certo sono esattamente quaranta, ma quando ne apre una ne esce fuori un inaspettato portacandele in argento! Lo stesso bocciato come: “…improponibile!”, appena entrati nel negozio il giorno dell'acquisto, dalla sua futura sposa.
Dall'altra parte il telefono dà solo il segnale ininterrotto di libero. Per forza, sono le dieci di sera e un negozio di bomboniere non è una discoteca. Dentro l'enorme bustone che contiene le scatole, un preventivo... un acconto... ma soprattutto un numero di telefono di una certa Marcella.
“Potrei parlare con la signora Marcella?” “Sono io, mi dica”. Dopo appena mezzora è a casa di questa signora Marcella. “Sono qui per lo scambio delle bomboniere signora! Meno male che me ne sono accorto!... Marcella? ma che ci fai qui?”. “Sono a casa mia, con la mamma, viviamo qui da almeno tre anni”. “Scusa ma sono almeno cinque anni che non ci vediamo... ma ti sposi?”. “Beh, forse non dovrei visto che c'è qualcuno che chiama signora!, chi ha ordinato delle bomboniere invece che signorina!”
No, non sono passati cinque anni, sono passati forse solo cinque minuti da una delle ultime impassibili, puntigliose, comunque sempre esasperanti frasi di lei che o ti mettono sugli attenti o ti fanno fuggire a gambe levate. Fuggire! Questo Paolo era finalmente riuscito a fare a un mese dal matrimonio annunciato proprio con l’incredibilmente ora rimaterializzatasi signorina Marcella.
“Prego accomodati per lo scambio”. Che Marcella avesse ripreso dalla puntigliosa madre anche la passione per i pavimenti lucidi e brillanti, da calpestare con reverenza, per Paolo non è certo una novità, anzi forse uno dei tanti motivi che lo avevano messo in fuga da quella famiglia. Ma questa volta i marmi brillano in maniera inverosimile. Che Marcella e la madre abbiano trovato una cera spaziale e la usino con la stessa gioia con cui la maggior parte della gente userebbe uno yacht o una medicina che fa sparire definitivamente i reumatismi? No!, il pavimento sfrigola stranamente e quello che si incastra nel carrarmato delle sue scarpe sono le zampette e il becco di cristallo dell'ochetta delle bomboniere – quelle per i parenti strettissimi - scelte insieme a Cristina.
Paolo la scena se la immagina perfettamente: Marcella che solo una volta giunta a casa nota quelle scatole troppo piccole per contenere i tanto sospirati portacandele, ne apre una e giù sul pavimento con tutta la rabbia del caso.
“Vede signorina Marcella, visto che domani mi sposo...” “Anche io signorino!” “...dicevo, visto che domani mi sposo, avrei tutto il diritto di trattenere uno di questi portacandele per darlo come bomboniera ai miei invitati, visto che lei ha distrutto, per rabbia, una delle mie bomboniere di cristallo; ma la mia sposa nel negozio è quasi svenuta solo a guardarli, tanto fanno schifo!” Nemmeno il giorno in cui cinque anni prima era fuggito da lei aveva osato parlarle così schiettamente.
Per Marcella le bomboniere di cristallo del suo ex promesso sposo sono piuttosto facili da distruggere lanciandole una a una sul pavimento.
I portacandele invece, per essere meglio ridotti in qualcosa di veramente informe, passano lentamente uno a uno sotto le mani di Paolo.

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