Comunione e separazione dei beni


comunione-separazione
La regola dice che, per i beni acquistati durante il matrimonio, si applica la comunione legale dei beni, che entra in applicazione automaticamente al momento delle nozze, a meno che all' atto del matrimonio, quando vi verrà chiesto dal sacerdote (in chiesa) o dal messo del sindaco (in comune) al momento delle firme, non scegliate esplicitamente la separazione dei beni.

Quest'ultima opzione (la separazione dei beni) può essere anche scelta successivamente, mediante un atto notarile, con il consenso di entrambi i coniugi. Nella comunione legale rientrano tutti i beni acquistati durante il matrimonio, ad eccezione dei beni personali, e sono in comune indipendentemente da quale dei due coniugi abbia acquistato o pagato il bene stesso. Normalmente tali beni sono gestiti da ciascuno dei coniugi e in caso di iscrizioni ipotecarie, mutui, locazioni, alienazioni, accettazione di donazioni deve esserci il consenso di entrambi.I beni in caso di comunione legale sono di entrambi i coniugi al 50% e questo non è derogabile legalmente neanche con un accordo scritto tra le parti. Se un bene è acquistato da un solo coniuge è ugualmente di proprietà di entrambi, se questo è stato acquistato in regime di comunione legale. I beni personali che non rientrano nella comunione legale sono:
1. I beni di proprietà del coniuge PRIMA del matrimonio.
2.I beni ricevuti anche dopo il matrimonio per donazione o eredità.
3.I beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge (l'esclusione deve però risultare all'atto dell'acquisto, in caso contrario il bene è considerato comune).
4.I beni che servono all'esercizio della professione di ciascun coniuge, (l'esclusione deve però risultare all’atto dell'acquisto, in caso contrario il bene è considerato comune).
5. I beni ottenuti in risarcimento di un danno e la pensione di invalidità.
6.I beni acquistati con il ricavato proveniente dalla vendita o dallo scambio dei beni personali (l'esclusione deve però risultare all'atto dell'acquisto, in caso contrario il bene è considerato comune).

I proventi del lavoro di ciascun coniuge o i frutti dei beni personali NON fanno parte della comunione legale perché questa riguarda solo ciò che si acquista durante il matrimonio e non i mezzi con cui si acquista, ma se al momento dello scioglimento della comunione esistono dei risparmi, questi saranno divisi in parti uguali tra i coniugi.

Le aziende rientrano nella comunione dei beni se costituite dopo il matrimonio e gestite da entrambi i coniugi; un coniuge può essere delegato dall'altro per lo svolgimento degli atti necessari all'attività dell'azienda.

Nel caso in cui l'azienda sia appartenuta a un solo coniuge prima del matrimonio entreranno nella comunione dei beni solo gli utili e gli incrementi successivi se l’azienda stessa sia gestita da entrambi; nel caso in cui sia gestita da un solo coniuge i beni destinati all'esercizio dell'impresa risultano in comunione soltanto se sussistono nel momento del suo scioglimento.

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