raccontare
Raccontare
Prima, durante e dopo il fatidico “sì” sono tante le cose da raccontare. Questo spazio è a vostra disposizione. Prendete l’ispirazione, MA SOLO QUELLA, da ricordi vivaci e simpatici, da qualche piccolo incidente di percorso su cui poi avete riso, da momenti di infinita tenerezza e commozione, da riflessioni sulla vostra vita di coppia sollecitate dal magico evento. Prendete solo lo spunto e poi date sfogo alla vostra vena narrativa facendo in modo che personaggi e luoghi non siano identificabili. Insomma che OGNI RIFERIMENTO ALLA REALTÀ SIA PURAMENTE CASUALE.
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Federica racconta


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All’inizio è il tuo sogno che diventa realtà. Il giorno successivo alla fatidica domanda “Vuoi diventare mia moglie?” ho iniziato a fare voli pindarici, mi vedevo già all’altare della Chiesa che sognavo da bambina, con il vestito bianco che sognavo da bambina, con l’uomo dalla chioma fluente che sognavo da bambina… poi, qualche giorno dopo, ho iniziato a “far due conti”, e mi sono ritrovata vicino a uno scarsicrinito a cui della Chiesa non importava nulla e con quell’idea del vestito da sposa ormai fuori moda che ripensandoci, forse
sarebbe stato bene solo a Heidi Klum.. Quindi ora, a qualche mese dal mio giorno più bello, “quasi marito” a parte, mi ritrovai con le idee ingarbugliate a tal punto che decisi di chiedere consiglio alla mamma. Mia cara lettrice… Primo errore: la mamma! Gli esperti la chiamano “amnesia da trauma”: non ricordandosi più di qualcosa accaduto 30anni prima, inizia a elargire consigli come fosse una wedding planner che non ha fatto null’altro nella sua vita… Comincia dal vestito: modello sacco ovviamente, rigorosamente bianco candido e con il velo/zanzariera davanti al viso, il tutto che ti copre dalla cima in giù perché “in chiesa non si va con le forme in vista” e poi... ah sì, il ricevimento: se ne esce con un bel pranzo da “Rino il Re del bucatino” ad Amatrice che lo conosce pure zio e magari ci scappa anche un buon prezzo… cordialmente le fai presente che ora esiste il Catering, il Banqueting, il Finger Food, il Beverage, ma lei ti guarda esterrefatta, ma compiaciuta, perché si sa, il periodo dell’organizzazione del proprio matrimonio è il più bello per una donna… a quel punto, una scelta obbligata se non si vuole rischiare la vita rivolgendosi alla futura suocera, è fare da sole.
Altro che periodo più bello, come dice tua madre, l’organizzazione di un matrimonio è il periodo più stressante della vita di una donna!!! Primo: non puoi mangiare per entrare nel vestito, ma se sei ansiosa, mangi, e questo è già il primo scompenso psicologico che ti viene. Secondo:sistematicamente, il tuo “quasi marito” decide di cambiare lavoro, (azz, proprio mo’) e ha graaaaaandi progetti per il SUO futuro, mentre tu pensi al TUO sperando di arrivare viva al fatidico SI’. Terzo: sempre il tuo “quasi marito”, proprio perché ha deciso di dare questa svolta epocale alla SUA vita e alla SUA carriera, non solo non c’è mai, ma quando è – almeno fisicamente – presente, inizi a mascherare le
passeggiate in centro del sabato pomeriggio con i giri a te necessari da fare, tipo la scelta delle bomboniere, e le scampagnate domenicali con la visita alle locations.
Il tutto ovviamente, non deve durare più di 20minuti, perché gli uomini, si sa, hanno la visuale come la TV che trasmette la Coppa Italia, con il cronometro in alto a sinistra, allo scadere del 19esimo si rompono le balle.
Quarto: mentre in tutta la tua esistenza, quando pensavi al comune, pensavi al luogo necessario per rinnovare la carta d’identità, ora inizi a odiare finalmente anche tu la burocrazia: persa tra carte e documenti da portare in chiesa, al municipio, in comune, in circoscrizione, diventi di casa, tanto che arrivi a dare la partecipazione anche alla tizia che lavora alla maglia al punto informazioni, e il bello è che ci vai così tante volte che ti ritrovi a un punto che ancora non sei la moglie di nessuno, ma non sei più neanche più figlia dei tuoi genitori. Quindi, altro scompenso psicologico: Chi sono??.. Sei alla frutta quando ti balena l’idea di farti adottare dalla tizia del punto informazioni.
Scherzi – e mica tanto – a parte, il mio è stato veramente il giorno più bello della mia vita. Il periodo dei preparativi è stressante, tanto, tra lavoro, casa, preparativi, ma anche e soprattutto emozionante, e poi diciamocelo… non c’è nulla di meglio per una donna dello shopping smodato, di qualsiasi genere esso sia, e non c’è nulla di meglio che un po’ di coccole al centro estetico, anche se in quel periodo anche quell’ora passata sul lettino sembra un impegno insormontabile e una perdita di tempo prezioso. Come ho organizzato il mio matrimonio?... beh, molto semplicemente, su Internet. Abbiamo la fortuna di avere sempre una finestra aperta sul mondo, per cui... basta affacciarsi. Si trova di tutto, per qualsiasi fascia di spesa, e ci si può fare una cultura anche solo navigando tra un sito e l’altro. Io ed Alessandro ci siamo sposati il 30 marzo di questo 2008, a Roma, nella Chiesa di S. Andrea al Quirinale, chiesa che sognavo da bambina e dove si sposarono, anni e anni fa, anche i miei genitori. La nostra Cerimonia è stata, in una parola, familiare. Nonostante la struttura imponente e barocca si avvertiva un clima sereno, e felice, ed eravamo contornati dai nostri cari e dai nostri amici, a cui tutta l’organizzazione è stata dedicata. Ecco, se forse posso darvi un consiglio è proprio questo: di solito ti consigliano che “qualsiasi cosa si fa, deve essere fatta a piacere proprio perché è il proprio giorno”… Io sono d’accordo in parte: il matrimonio è il giorno degli sposi, e rimarrà nei vostri ricordi comunque, ma quando state organizzando il vostro matrimonio, seppur scegliendo i fornitori che vi piacciono, che vi ispirano fiducia, che trasudano competenza e professionalità, fate in modo che un piccolo pensiero sia rivolto anche ai vostri cari, perché non c’è nulla di più bello e appagante, tornati dal viaggio di nozze, che sentirne riparlare come un giorno da ricordare.
Non c’è nulla di più bello ed emozionante che sentirsi chiedere dagli amici di poter rivivere quei momenti vedendo insieme il video o le fotografie, non c’è nulla di più gratificante che sentirsi dire che alla tua location il tuo amico che si sposerà tra poco è già passato per chiedere qualche informazione, e che la tua bomboniera era così originale e simpatica che non ha fatto la fine delle altre. Fate in modo che si divertano, che sia una festa, che non guardino l’orologio ogni cinque minuti attendendo l’ora della dipartita, che non tornino a casa con solo una bomboniera inutile e i piedi gonfi causati da scarpe improbabili e scomode. E poi… che altro aggiungere, amatevi tanto, come me e il mio dolce scarsicrinito, perché la favola, quella che sogni da bambina, la decidi tu. Ora.

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