raccontare
Raccontare
Prima, durante e dopo il fatidico “sì” sono tante le cose da raccontare. Questo spazio è a vostra disposizione. Prendete l’ispirazione, MA SOLO QUELLA, da ricordi vivaci e simpatici, da qualche piccolo incidente di percorso su cui poi avete riso, da momenti di infinita tenerezza e commozione, da riflessioni sulla vostra vita di coppia sollecitate dal magico evento. Prendete solo lo spunto e poi date sfogo alla vostra vena narrativa facendo in modo che personaggi e luoghi non siano identificabili. Insomma che OGNI RIFERIMENTO ALLA REALTÀ SIA PURAMENTE CASUALE.
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Sfogliando l'album


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Sono passati cinque anni dal giorno del mio matrimonio con Anna, e sono passati in un lampo… Nel mezzo del lampo, tre anni e mezzo fa, è nato Flavio, nostro figlio. Giovedì pomeriggio siamo rimasti soli a casa, io e lui, e per tenere buono quel giovane hooligan che corre e urla e gioca ininterrottamente per ore, gli ho fatto vedere l’album delle fotografie del nostro matrimonio. Le guardavo insieme a lui, commentando ogni faccia, ogni vestito, ridevamo, lui domandava mille cose, spingendo le sue dita cicciotte e morbide sui visi, sui vestiti… E improvvisamente mi sono reso conto con meraviglia di quanto quelle fotografie mi facessero esplodere dentro emozioni così precise, quanto esattamente mi riportassero alla memoria non solo ogni frase, ogni risata, ogni brindisi di quel giorno, ma tutte le storie tra me e ogni volto delle foto, e l’affetto, l’amicizia per gli amici, l’amore per la mia famiglia… Ecco accanto a me nella foto coi testimoni, serio e impettito, Marco, mio amico dalle elementari; tutte le storie legate a lui, il primo motorino, le partite allo stadio, quando abbiamo conosciuto Anna e Simona, a sedici anni, e Simona che non l’ha mai filato e quando si è sposato con Rosa… Ecco zio Renato nella foto di gruppo, è l’unico che sta facendo casino, che è venuto mosso, e il ricordo di me da bambino, forse all’età di mio figlio, che vado in moto con lui, d’estate, sulla sua Honda, a 120 all’ora, senza casco, lui coi baffi alla messicana, e mia madre che urla come una pazza perché ci ha visto da lontano e quando torniamo quasi lo picchia… E mio padre che sorride appena, accanto a mia madre, in chiesa in prima fila; mio padre e la sua bonaria serenità, il ricordo di lui con la sua tuta da meccanico, lui e la gioia che mi dà vederlo giocare con mio figlio, completamente al suo servizio, che se Flavio glielo chiedesse, per farlo ridere si butterebbe dalla finestra…
E zia Rita, e Marcello e tanti, tutti…
Flavio mi spinge la faccia con la sua manina, mi obbliga a guardarlo…
“Papà?”
“Che c’è, tesoro?”
Mi guarda serio, quasi offeso, non capisco…
“Ma voi mi volete bene?”
“Ma che domande! Certo che ti vogliamo bene! Più bene di tutto il mondo!…”
“E allora perché non mi avete invitato al vostro matrimonio?”
Vorrei ridere come un pazzo ma mi sforzo e gli rispondo serio: “Ma tesoro di papà, tu non eri ancora nato! Ti pare… Altrimenti saresti stato il primo, anzi, saresti stato proprio “il centro” della festa!”
Mi guarda rassicurato, lo bacio.
Guardo negli occhi questo straordinario futuro uomo, il mio grande regalo al mondo, lo prendo in braccio, lascio l’album aperto in terra mentre vado in cucina, e penso che poche cose contengano tanta storia, tante emozioni come un album di fotografie…

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